Buon anno dalle parole dei prigionieri

contromaelstrom

workhouse2La scoperta più bella qui è una conferma, la conferma spietata di aver ragione di realmente rappresentare le esigenze della gente. Tutti si dichiarano innocenti e lì per lì non ci credi. Ma l’innocenza che rivendica il detenuto non è quella generica di chi trova sproporzionata la pena. È l’innocenza storica dello sfruttato, dell’isolato, dell’oppresso, dell’alienato. Il reato perde la sua dimensione assoluta, si relativizza e scompare come reato…

Non viene attaccata l’ineguaglianza delle leggi: è una constatazione troppo facile. È l’istituto “giustizia” che si rivela tutto sbagliato.

[Lettera dal carcere Torino autunno 1969]

        

La risocializzazione non è un fatto esterno, imposto, insegnato meccanicamente. Deve essere conquistato dall’individuo, come soggetto e non oggetto, e come appartenente ad una collettività. Questo significa che solamente acquisendo coscienza sociale, di classe, il detenuto può rompere con la delinquenza, ma ciò porta a una sola via d’uscita: quella di diventare un rivoluzionario. Ecco…

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