1974 05 9 Paese Sera – Si contraddice l’agente-spia. Salvatore Ippolito non ha fornito elementi di prova contro gli anarchici.

12 dicembre 1969 Piazza Fontana Strage di Stato

1974 05 9 Paese Sera - Si contraddice l'agente-spia

Al processo Valpreda

Si contraddice l’agente-spia

Salvatore Ippolito non ha fornito elementi di prova contro gli anarchici. Il teste-chiave dell’accusa è apparso nervoso e insicuro

 di Giuseppe Rosselli

CATANZARO, 9. – Eccolo, finalmente sul banco dei testimoni il personaggio forse più atteso del processo Valpreda, l’uomo che, secondo le opinioni di chi condusse indagini e istruttoria sulla strage di Milano e sugli attentati di Roma del 12 dicembre 1969, poteva definirsi il classico «asso nella manica» dell’accusa. E’ Salvatore Ippolito, l’agente di polizia che sotto le mentite spoglie di Andrea Ippoliti, capellone e barbuto per forza, abiti trasandati e una «infarinatura» sulle teorie di Ravachol e di Malatesta, andò a infiltrarsi fra gli anarchici, per sorvegliarne mosse e intenzioni e riferire all’ufficio politico della questura di Roma.

Rientrato nell’ombra dopo gli attentati uscì appena allo scoperto sei mesi più tardi; relegato in Alto Adige per motivi precauzionali, adesso fa, per…

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