I “fatti” del luglio 1960: la rivolta contro Tambroni e i fascisti

contromaelstrom

Porta San Paolo (la Piramide)

I giorni dopo le cariche di Porta S. Paolo le facce dei grandi erano ancor più buie: «A Reggio Emilia i fascisti   appoggiati dalla polizia hanno ucciso cinque compagni. No! Li ha uccisi la polizia che sta dalla parte dei fascisti». Il governo autorizzava la polizia a sparare sugli antifascisti. Politica o non politica, la cosa era grave. E lo era per tutti, anche per noi che non ci occupavamo di politica.  […]

Quel 6 luglio del ’60 era un giorno in mezzo alla settimana e faceva troppo caldo per stare dentro casa, e poi le discussioni animate dei grandi in quei giorni ci tenevano su di tensione. Che i fascisti tornavano e stavano al governo ci sembrava strano. I grandi dicevano: «I fascisti li abbiamo battuti e sconfitti e adesso stanno al governo, in pratica governano».

Qualcosa si doveva pur fare. L’Associazione partigiani d’Italia (Anpi)…

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