Eppure il vento soffia ancora: il 1967 di Eric Burdon

Venerato Maestro Oppure

Buon compleanno, il settantaquattresimo, a Eric Burdon, una delle voci bianche più nere di sempre. Inferiore in tal senso forse al solo Joe Cocker ma con a suo vantaggio l’essere stato anche – oltre che interprete spettacolare – un autore di vaglia. Dovendo consigliare un solo suo album ne consiglierei due: una qualsiasi racconta ben fatta degli Animals prima maniera e “Winds Of Change”.

Eric Burdon & The Animals - Winds Of Change

Superfluo, per individuare l’anno di pubblicazione di “Winds Of Change”, cercare la data su un retro di copertina che dà del resto altre indicazioni eloquenti al riguardo con titoli come San Franciscan Nights (quando fu che la città californiana fu, con Londra, la capitale dell’immaginario giovanile?) e Yes I Am Experienced, chiara risposta al quesito posto dal debutto a 33 giri di Jimi Hendrix. Basta scorrere le prime due righe del discorsetto che campeggia sul davanti e che dicono di un “nuovo mondo diverso…

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